Contributi a fondo perduto 2026 per PMI: bandi aperti, requisiti, come si ottengono

Contributi a fondo perduto per imprese e PMI 2026: la guida

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perduto

Contributi non rimborsabili.

Cosa sono, quanto coprono, chi può chiederli, quali sono aperti adesso Regione per Regione e come si ottengono senza perderli in rendicontazione. Guida aggiornata al 7 settembre 2026 sulle fonti ufficiali.

000 — IN BREVE

Cos'è un contributo a fondo perduto?

Un contributo a fondo perduto è una somma che un ente pubblico (Stato, Regione, Camera di Commercio, Unione Europea) riconosce a un'impresa per realizzare un investimento, e che l'impresa non deve restituire se realizza il progetto e rendiconta le spese come previsto dal bando. Copre una quota dell'investimento, in genere dal 30% al 70%, con percentuali più alte per imprese femminili, under 35 e Mezzogiorno. Il limite generale, per i bandi in regime de minimis, è 300.000 € per impresa unica in tre anni.

Non è denaro libero. È vincolato a spese ammissibili elencate dal bando, a una finestra temporale, a una procedura di domanda e a una rendicontazione: ed è quasi sempre in rendicontazione, non in domanda, che i contributi si perdono. Nel 2026 il quadro è cambiato con il Codice degli Incentivi (D.Lgs. 184/2025, in vigore dal 1° gennaio): piattaforma unica Incentivi.gov.it, Registro Nazionale degli Aiuti, tracciabilità del CUP dalla domanda alle fatture, e programmazione pluriennale delle misure per superare i click day.

001 — LE TRE FORME

Fondo perduto, credito d'imposta, finanziamento agevolato: cosa cambia.

Sono i tre strumenti della finanza agevolata e vengono spesso confusi, ma hanno effetti diversi sulla cassa e sul bilancio.

  • Contributo a fondo perduto — una quota dell'investimento che arriva in cassa (in anticipo, a stati di avanzamento o a saldo) e non si restituisce. È lo strumento più favorevole e per questo il più conteso: gli sportelli si esauriscono in giorni.
  • Credito d'imposta — non è un incasso ma un importo che si recupera in compensazione con F24, cioè minori imposte da versare. Serve capienza fiscale: un'impresa in perdita lo usa più lentamente. Approfondimento nella pagina sui crediti d'imposta.
  • Finanziamento agevolato — un prestito da restituire, a tasso e durata migliori del mercato (spesso tasso zero, con preammortamento). Non riduce il costo dell'investimento, ne migliora il finanziamento. Molti bandi lo combinano con una quota a fondo perduto sullo stesso progetto.
  • Garanzie pubbliche — il Fondo di Garanzia PMI e i Confidi coprono una parte del rischio della banca, facilitando l'accesso al credito. Non sono contributi, ma spesso sono la condizione per ottenere il finanziamento bancario che completa il piano.
002 — APERTI ORA

Contributi a fondo perduto aperti a settembre-dicembre 2026.

Elenco verificato il 7 settembre 2026 sulle pagine ufficiali di Invitalia, MIMIT, SIMEST e delle Regioni. Per le misure a sportello conta la data di apertura: le risorse finiscono prima della scadenza formale. Per i bandi dedicati alla digitalizzazione, e per i voucher delle Camere di Commercio, c'è la pagina sui bandi digitalizzazione PMI.

  • Nazionale — Resto al Sud 2.0 (Invitalia) — under 35 che avviano un'impresa o un'attività autonoma in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: voucher di avvio al 100% fino a 40.000 € (50.000 € in casi specifici) e contributo sugli investimenti al 75% fino a 120.000 €, 70% fra 120.000 e 200.000 €. A sportello fino a esaurimento, dotazione 356 milioni
  • Nazionale — Autoimpiego Centro-Nord (Invitalia) — la misura gemella per le regioni del Centro-Nord, Lazio compreso: voucher fino a 30.000 € (40.000 €) e contributo sugli investimenti al 65% fino a 120.000 €, 60% fino a 200.000 €. A sportello
  • Nazionale — Investimenti Sostenibili 4.0, bando 2026 (MIMIT/Invitalia) — micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno con programmi da 750.000 € a 5 milioni su Transizione 4.0, efficienza energetica ed economia circolare: 35% a fondo perduto più 40% di finanziamento a tasso zero. Precompilazione dal 10 settembre, invio dal 6 ottobre 2026, dotazione 447 milioni
  • Sud — Sviluppo competenze specialistiche delle PMI (MIMIT/Invitalia) — formazione del personale su digitale, AI, cybersecurity, sostenibilità: 50% a fondo perduto su progetti da 5.000 a 30.000 € (42.000 € per reti), solo Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 10 settembre al 21 dicembre 2026
  • Nazionale — Fondo 394 SIMEST — internazionalizzazione, e-commerce per l'estero, fiere, transizione digitale ed ecologica: finanziamento agevolato fino a 2,5 milioni con quota a fondo perduto fino al 10%, 20% nei casi previsti dalle circolari e fino al 20-30% per PMI del Sud ed energivore con domanda entro il 31 dicembre 2026. Sportello aperto dal 25 maggio 2026
  • Nazionale — Smart&Start Italia (Invitalia) — startup innovative con piani da 100.000 € a 1,5 milioni: finanziamento a tasso zero dell'80% (90% per donne, under 36 e dottori di ricerca) con una quota a fondo perduto del 30% del finanziamento solo per le sedi nel Mezzogiorno. Sempre aperto
  • Nazionale — Nuova Sabatini (MIMIT) — contributo in conto impianti sugli interessi di un finanziamento bancario o leasing da 20.000 € a 4 milioni per macchinari, beni 4.0, green e capitalizzazione: in pratica circa il 7-10% dell'investimento. A sportello, oltre 1,2 miliardi disponibili al 26 agosto 2026
  • Lazio — Valore Artigiano 2026 (Lazio Innova) — imprese artigiane con sede operativa nel Lazio: fino al 60% e 12.000 € a progetto per innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica, investimento minimo 5.000 €. Dal 21 luglio al 28 ottobre 2026 su GeCoWEB Plus
  • Lombardia — Nuova Impresa 2026 (Regione + Unioncamere) — nuove micro, piccole e medie imprese e partite IVA lombarde: 50% dei costi di avvio fino a 10.000 €, investimento minimo 3.000 €. Aperto fino al 29 gennaio 2027 salvo esaurimento degli 8 milioni
  • Abruzzo — Digitalizzazione delle PMI, PR FESR — e-commerce, CRM, ERP, AI, cloud e cybersecurity: dal 40% al 70% a fondo perduto fino a 100.000 €, progetto minimo 10.000 €. Sportello dal 21 settembre al 12 ottobre 2026, con graduatorie giornaliere
  • Veneto — Il Veneto Artigiano 2026 — micro, piccole e medie imprese artigiane: 30% della spesa per macchinari, software, e-commerce, sicurezza e rinnovabili, contributo da 6.000 a 60.000 €, spesa minima 20.000 €. Dall'8 al 29 settembre 2026
  • Sardegna — Aiuti alle PMI per la transizione digitale (Sardegna Ricerche) — piani di digitalizzazione da 50.000 a 200.000 €: 75% per micro e piccole, 70% per medie in de minimis. A sportello fino al 31 marzo 2027, dotazione oltre 22 milioni
  • Emilia-Romagna — Fonti rinnovabili nelle imprese, PR FESR — fotovoltaico su pensiline di parcheggi, anche con accumulo: fino al 35% e 100.000 € a progetto. Dal 30 settembre al 15 novembre 2026
  • Piemonte — Digitalizzazione ed efficientamento produttivo 2026 (Finpiemonte) — finanziamento al 70% a tasso zero con quota bancaria e una componente a fondo perduto per le PMI non quantificata sulla pagina ufficiale. Linea B aperta, Linea A digitalizzazione dal 13 ottobre 2026
  • Turismo — GreenTour 2026 (Ministero del Turismo/Invitalia) — imprese turistiche con programmi da 1 a 15 milioni su efficientamento energetico, rinnovabili e digitalizzazione: fino al 54% a fondo perduto più finanziamento agevolato. Chiude il 30 settembre 2026
003 — CHIUSI O SOSPESI

Cosa è chiuso, anche se lo trovi ancora online.

ON, Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: dal 1° luglio 2026 Invitalia concede solo il finanziamento agevolato, la quota a fondo perduto è esaurita. INAIL ISI: il bando 2025 ha chiuso a maggio 2026, l'edizione 2026 è attesa in Gazzetta a dicembre con sportello nella primavera 2027. Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ sono stati rifinanziati con 32 milioni il 29 agosto 2026 ma le date di apertura non sono ancora pubblicate. In Puglia MiniPIA, PIA e Contratti di Programma sono sospesi da marzo 2026; in Sicilia i bandi FESR per le imprese sono ancora in consultazione; in Toscana Impresa Digitale e Sostenibile ha chiuso il 14 agosto 2026; in Campania non risulta aperto alcun avviso regionale a fondo perduto e le PMI accedono alle misure nazionali per il Mezzogiorno.

004 — REQUISITI

Chi può accedere?

I requisiti cambiano da bando a bando, ma alcuni ricorrono quasi sempre, e vanno verificati prima di investire tempo nella domanda.

  • Iscrizione al Registro delle Imprese — con codice ATECO ammesso dal bando; alcune misure escludono agricoltura, pesca e settori specifici
  • Regolarità contributiva e fiscale — DURC regolare e assenza di carichi pendenti: il DURC irregolare blocca l'erogazione anche a progetto approvato
  • Impresa non in difficoltà — secondo la definizione europea: patrimonio netto non eroso oltre la soglia, nessuna procedura concorsuale
  • Sede o unità operativa nel territorio — per i bandi regionali e camerali; spesso richiesta al momento della domanda, a volte accettata entro la rendicontazione
  • Dimensione — micro, piccola o media secondo i parametri europei (dipendenti, fatturato, attivo), calcolata sull'impresa unica, cioè includendo le società collegate
  • Capienza de minimis — aiuti già ricevuti nei tre anni precedenti sotto i 300.000 €: si verifica sul Registro Nazionale degli Aiuti prima di fare domanda
  • Criteri di premialità — imprese femminili, under 35, startup innovative, Mezzogiorno, rating di legalità: non sono requisiti, ma spostano la graduatoria e alzano la percentuale
005 — COME SI OTTIENE

Dalla domanda al saldo: le cinque fasi.

  • 1. Verifica di ammissibilità — requisiti, capienza de minimis, spese ammissibili, finestra temporale. Molte spese devono essere sostenute dopo la domanda: chi ha già pagato è fuori
  • 2. Progetto e domanda — relazione tecnica, piano dei costi con preventivi, cronoprogramma, modulistica sulla piattaforma dell'ente (GeCoWEB, Sfinge, Restart, Incentivi.gov.it). Per i bandi a sportello la domanda va precaricata nei giorni di precompilazione e inviata al secondo dell'apertura
  • 3. Istruttoria e ammissione — valutazione formale e di merito, eventuale graduatoria, decreto di concessione con il CUP (Codice Unico di Progetto) assegnato. Da qui ogni fattura del progetto deve riportare il CUP
  • 4. Realizzazione e anticipo — il progetto si realizza nei tempi del bando; molte misure erogano un anticipo del 30-40% dietro fideiussione. Le variazioni al piano vanno autorizzate prima, non comunicate dopo
  • 5. Rendicontazione e saldo — fatture con CUP, pagamenti tracciati (mai contanti), relazione finale, eventuale collaudo. È qui che la maggior parte dei contributi si riduce o si perde: una fattura senza CUP oggi si può integrare con il servizio dell'Agenzia delle Entrate, ma la spesa fuori finestra no
006 — ERRORI

Gli errori che fanno perdere il contributo.

  • Pagare prima della domanda — quasi tutti i bandi ammettono solo spese successive alla presentazione, alcuni alla concessione
  • Superare il de minimis senza saperlo — società collegate e aiuti degli anni precedenti si sommano: il controllo sul Registro Nazionale degli Aiuti va fatto prima
  • Fatture senza CUP o pagamenti non tracciati — dal 2023 il CUP è obbligatorio in fattura per gli acquisti agevolati; i pagamenti devono essere bonifici dedicati
  • Cambiare fornitore o bene senza autorizzazione — le variazioni vanno chieste all'ente prima di eseguirle
  • Confondere fondo perduto e credito d'imposta — il credito non arriva in cassa e serve capienza fiscale: un piano che conta su un incasso che non esiste va in crisi di liquidità
  • Inseguire il bando sbagliato — un bando da 10.000 € con tre settimane di lavoro di domanda ha senso solo se il progetto lo avresti fatto comunque
007 — COME LAVORIAMO

Tre fasi, un esito.

Fase 1, mappatura: partiamo dagli investimenti che l'azienda ha in programma (sito, e-commerce, software, macchinari, formazione, marketing) e li incrociamo con le misure aperte e in apertura, verificando requisiti e capienza de minimis. Diciamo subito quando non c'è nulla di adatto.

Fase 2, candidatura: scriviamo il progetto, raccogliamo i preventivi, prepariamo la modulistica e presidiamo l'apertura dello sportello. Fase 3, rendicontazione: seguiamo le fatture, il CUP, i pagamenti e la relazione finale insieme al commercialista, perché il contributo si incassa lì. Il modello economico dipende dal bando: quando la misura lo consente, lavoriamo con una success fee sul contributo ottenuto.

DOMANDE FREQUENTI

FAQ

Cos'è un contributo a fondo perduto?

È una somma erogata da un ente pubblico (Stato, Regione, Camera di Commercio, Unione Europea) che l'impresa non deve restituire, a condizione di realizzare il progetto e di rendicontare le spese come previsto dal bando. Copre una quota dell'investimento, in genere dal 30% al 70%, con percentuali più alte per imprese femminili, under 35 e Mezzogiorno. Non è denaro libero: è vincolato a spese ammissibili, tempi e obblighi di rendicontazione.

Qual è la differenza tra fondo perduto, credito d'imposta e finanziamento agevolato?

Il contributo a fondo perduto è una quota dell'investimento che non si restituisce e che arriva in cassa (in anticipo, a stati di avanzamento o a saldo). Il credito d'imposta non è un incasso: è un importo che si recupera in compensazione con F24, cioè minori imposte da versare. Il finanziamento agevolato è un prestito da restituire, a tasso e durata migliori del mercato. Molti bandi combinano fondo perduto e finanziamento agevolato sullo stesso progetto.

Chi può richiedere un contributo a fondo perduto nel 2026?

Imprese iscritte al Registro delle Imprese, in regola con i contributi (DURC) e non in difficoltà, con sede o unità operativa nel territorio della misura. Molti bandi sono riservati a micro, piccole e medie imprese e danno priorità o coperture maggiori a startup, imprese femminili, under 35 e Mezzogiorno. Alcune misure (Resto al Sud 2.0, Autoimpiego Centro-Nord) sono aperte anche a chi deve ancora aprire la partita IVA.

Quali contributi a fondo perduto sono aperti a settembre-dicembre 2026?

A livello nazionale: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord (Invitalia, a sportello), Investimenti Sostenibili 4.0 per il Mezzogiorno (dal 6 ottobre), Sviluppo competenze PMI Sud (10 settembre-21 dicembre), il Fondo 394 SIMEST con quota a fondo perduto fino al 10-20%, e la Nuova Sabatini. A livello regionale: Valore Artigiano Lazio (fino al 28 ottobre), Nuova Impresa Lombardia (fino a gennaio 2027), Digitalizzazione PMI Abruzzo (21 settembre-12 ottobre), Veneto Artigiano (8-29 settembre), Sardegna transizione digitale (a sportello fino a marzo 2027), Emilia-Romagna rinnovabili (30 settembre-15 novembre). Le finestre a sportello si esauriscono in pochi giorni.

Quanto si può ottenere?

Dipende dalla misura. I voucher camerali coprono il 50-70% fino a 5.000-10.000 €. I bandi regionali FESR arrivano al 40-75% con massimali da 12.000 € (Lazio artigiani) a 100.000 € e oltre (Abruzzo, Sardegna). Le misure nazionali per il Sud combinano il 35% a fondo perduto con il 40% di finanziamento a tasso zero (Investimenti Sostenibili 4.0) o coprono fino al 100% delle spese di avvio (Resto al Sud 2.0, voucher fino a 40.000 €). Il limite generale in regime de minimis è 300.000 € per impresa unica in tre anni.

Cos'è il de minimis e perché conta?

È il regime europeo (Regolamento UE 2023/2831, in vigore dal 2024 al 2030) che permette agli enti pubblici di concedere aiuti alle imprese senza notifica alla Commissione, entro un massimale di 300.000 € per impresa unica nell'arco di tre anni. Quasi tutti i bandi regionali e camerali vi rientrano: prima di fare domanda va verificato quanto de minimis l'impresa ha già ricevuto, perché il superamento fa decadere il contributo.

Quanto tempo passa dalla domanda all'erogazione?

Dipende dal bando: i voucher camerali erogano in 3-6 mesi dalla rendicontazione, i bandi regionali valutativi richiedono spesso 6-12 mesi fra istruttoria, realizzazione e saldo. Molte misure prevedono un anticipo (30-40%) dopo l'ammissione, spesso dietro fideiussione, e il saldo a rendicontazione approvata. Il momento in cui i contributi si perdono è quasi sempre la rendicontazione: fatture senza CUP, spese fuori finestra, documenti mancanti.

I contributi a fondo perduto sono tassati?

Di regola sì: i contributi in conto esercizio e in conto impianti concorrono al reddito d'impresa, salvo che il bando o una norma specifica prevedano l'esenzione. Il trattamento cambia con la natura del contributo e con l'inquadramento contabile (per i contributi in conto impianti si ripartisce sugli anni di ammortamento del bene). Va verificato con il commercialista prima di fare domanda, non dopo l'incasso.

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